Aspettando “VIKINGS: VALHALLA”

Il prossimo 25 febbraio terminerà l’attesa e sarà disponibile sulla piattaforma Netflix la prima stagione di Vikings: Valhalla, 12 episodi caricati di aspettative dal riserbo lungamente mantenuto dalla Produzione. Mentre è iniziato il conto alla rovescia, prepariamoci alla visione, partendo da alcune premesse e soprattutto approfondendo insieme i due termini sui quali sembra molto ruoterà: VICHINGHI e VALHALLA.

Vikings: Valhalla è stato presentato come uno spin-off della fortunatissima serie Vikings, conclusasi dopo un ciclo di 6 stagioni con un ultimo evocativo fotogramma: Ubbe e Flóki seduti pensierosi su una spiaggia di Vinland ad osservare in silenzio l’Oceano. Pochi istanti prima, alla domanda del figlio di Ragnar “Questa è la fine?”, l’anziano costruttore di navi aveva risposto con uno dei suoi enigmatici sorrisi densi di significato.

Le riprese della prima stagione si sono concluse nel 2020 in Irlanda, negli stessi luoghi in cui era stato girato Vikings, e quelle della Stagione 2 sono in corso, segno che la Produzione evidentemente punta su questo prodotto. Sarà una bella sfida: Vikings già dalla Stagione 4 aveva toccato picchi di oltre 2.000.000 di spettatori a puntata e sicuramente i fans della serie non vedranno l’ora di mettere alla prova Vikings: Valhalla. L’asticella del confronto è posta piuttosto in alto perché se da un lato Vikings: Valhalla potrà godere del vantaggio di inserirsi nella scia di chi lo ha preceduto, dall’altro dovrà dimostrare in autonomia il proprio valore e il pubblico è già diviso tra quanti sono certi che sarà altrettanto entusiasmante e coinvolgente e quanti, al contrario, sono convinti che nessuno potrà eguagliare le gesta di Ragnar e dei suoi discendenti.

Di sicuro la nuova ambientazione temporale, la Scandinavia del principio del secolo XI, vede Ragnar, Lagertha, Björn e i suoi fratelli, ormai morti da tempo. Non figurano ovviamente nel nuovo cast perché le loro vite hanno ormai lasciato la dimensione terrena per entrare in quella del mito e della leggenda intorno alla quale nasceranno le saghe che li vedono protagonisti e che forse faranno da guida alla nuova generazione di “vichinghi”.

Ancora una volta lo spettatore si confronterà con un mix di personaggi storici e di altri “verosimili” ideati sotto la sapiente guida di Michael Hirst. Ci saranno Leif Eriksson, l’esploratore che navigò verso Vinland, e la sua temibile sorellastra Freydis, paladina dell’antica fede pagana in contrapposizione alla crescente influenza del cristianesimo, interpretata dalla supermodella Frida Gustavsson già nota per aver partecipato ad altre serie di successo; un breve video rilasciato di recente mostra  Harald Sigurdsson di ritorno in patria dopo, si suppone, una lunga assenza presentarsi come il futuro re di Norvegia dando la sensazione di avere tutte le intenzioni di catturare buona parte delle attenzioni del pubblico. La Storia ci dice che si tratta di Haraldr Harđráđi, Lo Spietato, da molti effettivamente definito l’ultimo re vichingo, che trovò la morte nella celebre battaglia di Stamford Bridge nel 1066, effimera vittoria del sovrano inglese Harald Godwinsson, a sua volta sconfitto a Hastings, nemmeno un mese dopo, da Guglielmo il Conquistatore, un altro protagonista preannunciato di Vikings: Valhalla.

Fin qui abbiamo capito che Vikings: Valhalla punterà molto sull’epicità di alcuni scontri e sul carisma di nuovi personaggi di spicco. Dovremo attendere di terminare la visione per comprendere come verrà resa la realtà storica e come, ancora una volta, sarà gestito l’uso delle fonti. Molti elementi di Vikings in passato hanno già suscitato reazioni forti da quanti ritengono che, pur essendo consapevoli di avere a che fare con un prodotto di intrattenimento e non con un documentario, il riadattamento della realtà ai fini della narrazione sia stato un po’ troppo marcato.

         Nell’attesa di poter dire la nostra, nei prossimi articoli analizzeremo la scelta del titolo, due parole, Vikings, ancora una volta, e Valhalla. Una scelta sicuramente di impatto, che strizza l’occhio alla precedente serie e preme sull’acceleratore di battaglie, fragore di scudi, lance spezzate e pericolosi viaggi per mare. Tutti elementi che compaiono nel trailer, in cui si inneggia all’unità e alla forza dei “Vichinghi” …come se fossero un popolo. E proprio da questo punto ripartiremo nel prossimo articolo.

Non perdete il prossimo appuntamento sabato 19 marzo:
Aspettando “Vikings: Valhalla”: chi erano veramente i vichinghi?

Vuoi scoprire le lingue dei moderni vichinghi?

Studia con noi!

Lascia un commento