Il ponte di Øresund

Il ponte di Øresund

IL PONTE DI ØRESUND

La Danimarca è separata dalla Svezia mediante lo stretto di Øresund. Ad unirle c’è il ponte di Øresund ormai quasi dato per scontato per chi passa da un Paese all’altro. Ma non è sempre stato così! Basta ricordarsi gli anni ’90, quando lo stretto di Øresund si attraversava soltanto con imbarcazioni.

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È dal 2000 che esiste il complesso ponte di Øresund che connette l’isola danese Zealand al sud della Svezia (la regione Scania). Il collegamento è costituito da un ponte strallato, un’isola artificiale e un lungo tunnel subacqueo. I piloni alti e molto minimalistici fanno ormai parte dell’identità visiva della zona e si vedono da innumerevoli punti di Copenhagen e Malmö.

STORIA

Nel 2020 il ponte che collega la Danimarca con la Svezia, Copenhagen con Malmö, ha compiuto 20 anni. Il 1° luglio 2000 la regina Margherita II di Danimarca, in compagnia del re svedese Carlo XVI Gustavo, ha aperto questo collegamento in una festosa inaugurazione.

Durante i secoli ci sono state diverse proposte per creare una connessione permanente sullo stretto tra i due paesi Scandinavi. Già dalla seconda metà del ‘800 si parlava di un ponte, dopo aver scartato l’ipotesi faticosissima di riempimento dello stesso stretto, con terra e materiali artificiali. Nel 1954 si forma in Svezia la prima commissione in merito, producendo un primo progetto nel 1962.

Passarono poi gli anni, e la questione fu ripresa solo nel 1991, quando il governo svedese presentò una proposta per un collegamento efficace. Era in considerazione anche la connessione tra Helsingborg (Svezia) e Helsingør (Danimarca), ma si è data la priorità ad un collegamento tra le più grandi città Copenhagen (capitale della Danimarca) e Malmö. Ma nonostante ciò, un tunnel tra Helsingborg e Helsingør rimane ancora oggi come un’ulteriore ipotesi per il futuro.

La costruzione è iniziata nell’ottobre del 1995 e il costo complessivo, inclusi tutti i collegamenti su terra ferma, è stimato di circa 30 miliardi di corone danesi, rappresentando una delle infrastrutture scandinave più importanti e complesse che va ad incidere nella vita quotidiana dei cittadini: ogni anno passano circa 7 milioni di veicoli sul collegamento di Øresund, di cui 90% sono auto private.

LE PARTI DEL COLLEGAMENTO

L’architettura è firmata Dissing + Weitling, studio danese con un portfolio pieno di ponti imponenti. Con una lunghezza complessiva di quasi 16 chilometri, il collegamento è costituito da 3 parti:

il ponte, che con i suoi 7,8 chilometri è il ponte strallato più lungo d’Europa adibito al traffico stradale e ferroviario

il tunnel Drogdentunnelen, lungo 4,1 chilometri sul lato danese dello stretto

L’isola artificiale Peberholm (letteralmente “l’isola di pepe”, isola gemella di Saltholm – “l’isola di sale”), dove le sezioni tunnel e ponte si incontrano.

IL PONTE

Il ponte di Øresund
La parte più riconoscibile e iconica del progetto ha una sezione rialzata che permette il sottopassaggio di navi fino a 57 metri di altezza. È un ponte di tipo strallato, con due paia di piloni e degli stralli paralleli attaccati direttamente all’impalcato. Un ponte strallato somiglia ad un ponte sospeso classico, dove però l’impalcato è sospeso medianti pendini verticali ai cavi portanti che assumono la forma molto simile ad una parabola. Altri ponti strallati importanti sono Prins Clausbrug a Utrecht, Olanda, e il Viadotto Polcevera a Genova (progettato da Riccardo Morando e parzialmente crollato il 14 agosto del 2018).

Due sono i livelli del ponte, in alto un’autostrada, sotto la quale passano i binari dei treni. Sul ponte di Øresund non è permesso l’attraversamento pedonale o ciclabile, anche se c’era la volontà di progettarvi una pista ciclabile in una fase iniziale di progettazione. Alla fine è stata la sezione svedese dell’impresa a togliere questa ipotesi dal progetto.

Øresundsbron, il nome ufficiale del ponte, è una combinazione tra la parola danese Øresundsbroen e la variante svedese Öresundsbron.

IL TUNNEL

Tra l’isola Peberholm e terra ferma danese il collegamento va in Drogdentunnelen, un tunnel sotto acqua. Questa scelta progettuale è stata fortemente influenzata da questioni di sicurezza in virtù del vicino aeroporto di Copenhagen.

Il tunnel è composto da quattro tubi separati, posizionati uno accanto all’altro in orizzontale: due tubi per l’autostrada e due per i binari ferroviari.

L'ISOLA

Infine c’è Peberholm, l’isola costruita appositamente per il collegamento di Øresund. Il materiale utilizzato è stato preso dal fondale dello stesso stretto Øresund ed altri luoghi vicini: intorno all’isola c’è una cornice con delle pietre prese da Bohuslän in Svezia e Dalby, Danimarca.

Peperholm è da subito una riserva naturale e in generale non è permesso la sosta per il pubblico.

Inizialmente un luogo roccioso e nudo, ora la natura si è riappropriata dell’isola; vi si trovano più di 400 specie di alberi e piante, tra cui diversi tipi rari. In più Peberholm è il luogo di nidificazione per una trentina di specie di uccelli che trovano habitat naturale con la crescita continua degli arbusti e alberi che favoriscono le colonie di uccelli a proliferare e aumentare sempre di più.

Inoltre sono presenti circa 500 tipologie di insetti, 30 specie di ragni, anche diversi rospi, lepri, conigli e topi.
Qui il sito ufficiale con tutte le informazioni pratiche: https://www.oresundsbron.com/sv/start
Scritto da: Erik Ingvert

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