Alvar Aalto

Alvar Aalto

ALVAR AALTO

Uno degli architetti nordici più importanti in assoluto, quale è stata il suo percorso? Vediamo alcune delle sue opere più significative, partendo proprio dalla sua scrivania e il suo luogo di lavoro.

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Alvar Aalto
La sala principale di Studio Aalto, con le scrivanie in fila. Foto: Erik Ingvert
Ero in viaggio nella capitale finlandese con la classe dell’università di Stoccolma. Dopo una camminata tra le villette scandinave nella periferia di Helsinki – mappa in mano (era il 2007 e per i telefoni smart mancava ancora un paio di anni) – l’abbiamo trovato. Da fuori non si distingueva più di tanto dalle altre case intorno: dietro un basso muretto un giardino con il prato, un edificio di due piani in mattoni e il tutto dipinto di bianco. Ma non era una casa come le altre: era lo storico studio dell’architetto Alvar Aalto.

Una volta entrati, era come stare in un altro mondo di serenità e calma. Dopo l’ingresso – sempre non tanto diverso dall’ingresso di una villetta monofamiliare – un’area di riunioni: poltrone, tavolini, sedie intorno a tavoli grandi, piante. Poi le file di scrivanie, con gli strumenti di disegno lasciati sopra come se gli architetti avessero appena finito di lavorare. E la luce, luce naturale indiretta, che scorreva dentro dalle grandi finestre lungo tutte le facciate est e ovest, come un insieme di fiumi di primavera. Tutto riflesso nei colori: perla maggioranza sempre bianco, con tanti dettagli di legno chiaro e i pavimenti in resina lucida.

Sono passati quasi vent’anni, ma l’esperienza mi rimane fortissima. Come era arrivato a costruire uno spazio di lavoro così grazioso, così bello, ma allo stesso tempo aperto per dare spazio alla creatività? Vediamo chi era Alvar Aalto.

GLI INIZI DA ARCHITETTO

Alvar Aalto nacque il 3 febbraio 1898 in Ostrobotnia, sulla costa finlandese, e visse per i primi anni a Juväskyla al centro della Finlandia.

Il padre era madrelingua finlandese, mentre la madre parlava svedese; perciò Aalto maestrava entrambe le lingue (come fa ancora una certa minoranza del popolo finlandese).

Nel 1921, dopo la laura in architettura presso il Politecnico di Helsinki, Aalto tornò a Juväskyla, dove fondò il suo studio di architettura. Verso la fine degli anni ’20 si trasferì a Åbo e poi Helsinki, dove lui e la moglie Aina Aalto avevano maggiori possibilità di lavoro.

Uno dei progetti più importanti dei primi anni fu la Biblioteca di Viipuri, Russia. Da ricordare in particolare l’uso di illuminazione indiretta tramite lucernari, l’intonaco bianco – quasi brillante – in contrasto alla natura intorno e il soffitto armonicamente ondulato dell’auditorium. L’edificio fondeva tratti dal modernissimo funzionalismo del momento – l’esterno senza ornamenti e la volumetria astratta – con usanze tradizionali e materiali locali.

LA SECONDA CARRIERA

Dopo la seconda guerra mondiale iniziò una nuova importantissima parte della carriera di Aalto, con numerosi grandi progetti in giro per il paese. Fermiamoci un attimo su “Casa Finlandia”, costruita tra il 1967 ed il 1971. Doveva fare parte di un progetto molto vasto: era il fulcro del grande piano per Töölö (Helsinki) dallo stesso Aalto, un quartiere intero con diversi edifici culturali. Casa Finlandia, l’unica del piano ad essere realizzata, contiene una sala concerti e un centro congressi, divisi in due corpi distinti, con la sala concerti che si alza come una torre bianca. All’esterno tre materiali sono prevalenti: gli infissi di teak, la copertura di rame e le facciate coperte di – rullo di tamburi – marmo di Carrara! Il marmo segue anche negli interni, nella sala concerti in combinazione con muri blu cobalto.

LO STUDIO AALTO

Casa Finlandia molto probabilmente fu progettata proprio sulle scrivanie dello studio bianco che ho visitato da studente. Studio Aalto è un’opera del 1955-56 e Aalto e i suoi colleghi ci hanno operato fino alla morte dell’architetto nel 1976. Successivamente, Elissa Aalto, la sua seconda moglie, guidò il lavoro per quasi 20 anni e oggi è un museo visitabile da chiunque si trovi a Helsinki. L’edificio è organizzato a forma di ferro di cavallo, su un terreno leggermente in discesa che creava una sorta di anfiteatro verde al centro, dove si facevano conferenze e presentazioni. La somiglianza alle ville intorno e tutti i dettagli particolari dell’interno non è a caso.

«L’arte architettonica non può essere creata in un ambiente simile ad un ufficio»

sono le parole di Alvar Aalto e, infatti, grazie al gioco di luci e linee e la combinazione armonica di materiali, questo posto è decisamente diverso da tutti gli altri luoghi di lavoro che io abbia mai visto, donando a chi lo visita un momento multi-esperienziale.
Per saperne di più: https://www.alvaraalto.fi/en/
Scritto da: Erik Ingvert

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