Brad Pitt scultore a Tampere

Brad Pitt scultore a Tampere

UN TRIO DA TUTTI PER UNO

Non indovinerete mai chi ha debuttato come scultore in Finlandia!
Nella sinfonia della natura finlandese che circonda il Sara Hildén Art Museum di Tampere, Brad Pitt ha trovato la cornice perfetta per questa collettiva che interpreta l'arte come forma di introspezione.

Indice pagina:

HOUSE A GO GO

Brad Pitt scultore a Tampere
Brad Pitt intento ad illustrare la traiettoria dei momenti più burrascosi delle sue passate relazioni
Brad Pitt ripercorre i momenti più burrascosi delle sue passate relazioni riflettendo con brutale onestà sugli sbagli e le ferite aperte.

La prima opera dal messaggio inequivocabile è una casa in miniatura fatta di corteccia, i cui pezzi sono grossolanamente tenuti insieme con del nastro adesivo. Segue una serie suggestiva di sculture, sempre a forma di casa, realizzata in silicone trasparente colpite da proiettili la cui traiettoria si blocca nella materia.

Lo scontro a fuoco è di fatto raffigurato sulla grande scultura in gesso appesa a parete il cui titolo dice tutto: Aiming At You I Saw Me But It Was Too Late This Time.

THE DEVIL: A LIFE

In mostra ci sono anche le statuette in ceramica dipinta e smaltata firmate dal musicista Nick Cave, il cui spirito dark emerge nella scelta del soggetto.

La serie raffigura la vita del Diavolo in 17 stazioni, coniugandosi a un gusto estetico che rimanda alle figurine vittoriane dello Staffordshire Flatback, di cui è un collezionista.
Brad Pitt scultore a Tampere
Le figurine smaltate della serie The Devil: A Life realizzate da Nick Cave

WE

Brad Pitt scultore a Tampere
Brad Pitt, Thomas Houseago e Nick Cave, i tre artisti della collettiva WE
Nel percorso espositivo, le opere dei due scultori alle prime armi sono in dialogo con quelle dell’artista Thomas Houseago che propone invece un ciclo di dipinti Visions ispirati al simbolista norvegese Edvard Munch, focalizzati sui temi della natura e del ciclo della vita.

Questa serie rappresenta una forma di liberazione, una reazione all’isolamento forzato dovuto alla pandemia.

Non a caso la mostra è intitolata WE.

Eccoli quindi i tre moschettieri che sfidano l’individualità solitaria dell’artista ed esaltano il concetto di collettività.
Scritto da: Ida Montrasio
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